A diary of Severin Ostara,
transfeminist transdisciplinary artist functioning as neuroqueer and living on trans terms
in english my pronoun is they/ them/ their, which I understand as non-identitarian. Alternatively, and for every other language, you can use my name as my pronoun. In Italian my declension is the gender-free vowel "u", in Spanish and Portuguese is "e".
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Hi there, I'm the author of the textes and the photos that you'll find in this blog (unless specified differently). Please give me notice if you wish to use any of them. feminismus.und.alpinismus(at)gmail(dot)com
24.6.17
15.6.17
22.5.17
La giornata di una persona Queer non binaria
21.05.2017, Roma, Garbatella
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Vai da una sarta di 86 anni mai vista prima, le spieghi il costume che hai in mente per una performance e ti senti rispondere "con ironia": "Ma fatte un marito e una famiglia invece de fatte venì in mente 'ste cose". Le rispondi con convinzione che l'articolo marito + figli non ti interessa e che hai altro da fare, ma lei non contenta dopo una decina di minuti ripete il concetto. Tu per un attimo pensi di sganciare il pacco bomba che sei una Queer non binaria pansessuale, ma per non complicarti troppo la vita le rispondi che esistono donne a cui piacciono le donne e non i mariti, e a cui non interessano le famiglie con figli, insomma ti fingi una donna cisgender lesbica pur non essendo nessuna delle due cose (o quantomeno non solo, per quanto riguarda la seconda cosa).
Che poi per me essere una persona Queer non binaria e pansessuale è una cosa entusiasmante e potente, solo che poi c'è il resto del mondo e la faccenda si complica. Ogni giorno ci sono persone che ti chiedono qual è il tuo "vero nome" e genitori ex-PCI ora PD che ancora si rifiutano di riconoscere la tua identità di genere, il tuo orientamento sessuale e di cominciare a chiamarti col tuo vero nome (cioè quello che hai scelto). Ci sono conoscenti di tre o quattro vite fa che continuano a chiamarti con il nome femminile a cui erano abituati, pure se glie l'hai spiegato che quella persona lì non esiste più e che ogni volta che senti quel nome ti viene una bestemmia e il mal di pancia; ogni giorno ci sono maschi conosciuti o sconosciuti che si sentono minacciati dal fatto che non ti comporti, non parli e non ti vesti come tutte le altre "donne" che conoscono; infastiditi, offesi e disgustati dal fatto che hai sia i peli sulle gambe che la minigonna, gli slip del reparto uomo e il rossetto, che fai lavori che secondo loro sono "da maschi", che preferisci una stretta di mano al bacetto e perciò reagiscono con aggressività, anche con ferocia. E poi ci sono ginecologhe e ginecologi che danno per scontato che tu sia una donna etero sessualmente attiva che ha rapporti penetrativi vagina-pene e che un giorno vorrai dei figli e quando osi affermare il contrario ti trattano come una "snaturata" o una pazza; c'è un sistema sanitario per il quale tu come soggetto non binario proprio non esisti, perché - tanto per fare un esempio - se vuoi la "top surgery" (l'intervento di mastectomia) devi necessariamente entrare in un percorso di transizione FtM cioè da femmina a maschio (perizie psichiatriche, ormoni, ecc.) e a te a quel discorso non interessa perché la tua transizione l'hai già fatta e non coincide con la concezione di un protocollo sanitario inderogabilmente binario come quello italiano.
Essere una persona Queer non binaria e pansessuale sarebbe una ficata se non fosse stato per quello stronzo - e ci scommetto che era un maschio cisgender - che un brutto giorno s'è inventato il concetto di "norma" raccontando in giro che è una cosa ganza.
Io non credo di cavarmela troppo male quando si tratta di osservare le persone. Da quello che vedo e che mi viene raccontato, molte persone che conosco non si sentono a loro agio con i ruoli stereotipici del genere che è stato assegnato loro alla nascita e con quelli stereotipicamente associati al loro orientamento sessuale. Eppure la maggioranza di queste persone continua a performare la cosiddetta norma.
26.3.17
C'è un movimento nuovo con cui salveremo l'Europa..
Una mia scelta di momenti clou del DIEM25 - "Il tempo del coraggio", Roma 25.03.2017
[Per informazioni sul progetto DIEM25 ho incluso il link al sito in fondo a questo testo]
[Per informazioni sul progetto DIEM25 ho incluso il link al sito in fondo a questo testo]
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In un Teatro Italia molto pieno di pubblico e di stampa, un'ora più tardi dell' orario previsto, la serata comincia con un uomo nero e un uomo bianco che giocano a ping pong su un tavolo microfonato [foto] mentre un musicista anch'esso maschio accompagna con sperimentazioni che non mi convincono. Superato il settimo minuto di ping pong il pubblico comincia a chiedere pietà a gran voce.
Parte Varoufakis come un testimonial di motociclette, un vero bullo che a fine serata osserverò circondato da ammiratori maschi verosimilmente etero impegnati a sbavarsi nelle mutande mentre aspettano il loro turno per ripetergli quanto è ganzo (si, è sempre quella storia della glorificazione della mascolinità, è un male che colpisce anche la Sinistra).
Prosegue una serie di interventi fra cui quello di Fratoianni che descrive la manifestazione che si è svolta a Roma nel pomeriggio come "un'impotenza". Questa sera la tensione sessuale è palpabile.
Il segretario di Rifondazione Comunista, Ferrero, dichiara di considerare il Papa un Compagno (PD, SEL, Rifondazione Comunista.. in Italia la feticizzazione della Chiesa cattolica non risparmia nessuno).
De Magistris con un maglione molto rosso (proprio come si fa con le donne di potere che si comincia parlando del vestito che portavano invece di parlare del loro lavoro o di quello che hanno detto) dicevo De Magistris, in rosso, entra a gamba tesa con un bell' intervento populista - il tripudio del pubblico.
La conduttrice Francesca Fornario, grande umorista, attribuisce erroneamente a Barbara D'Urso anziché a Paola Perego quella porcheria immonda della settimana scorsa sulle donne dell' Europa dell'est, dopodiché con l'intento di farci ridere ripropone lo stesso mix letale di razzismo e sessismo ai danni di Dziwminowicz e Radovanovic, le due "donne dell' est" intervenute al tavolo.
Forenza è l'unica a restituire una narrazione del movimento femminista transnazionale del 2016-2017, correlata di una citazione senza fare nomi di Ulrike Meinhof (messaggi in codice dedicati a poche elette) e una di Virginia Woolf (lei invece menzionata) proponendo che quest'ultima citazione venga inserita nel Manifesto di DIEM25. Terrore sul volto di Varoufakis.
Insomma proprio una "grande serata di teatro politico" come prometteva l'invito.
Per gli amanti del sadomaso il prossimo appuntamento con DIEM25 è il 25 Maggio a Berlino al
Volksbühne.
DIEM25, Roma 25.03.2017: http://www.iltempodelcoraggio.it/
Volksbühne.
DIEM25, Roma 25.03.2017: http://www.iltempodelcoraggio.it/
§.
20.3.17
[...]
"I just think there is this certain assumption that when a man tells the truth it's the truth and as a woman when I go to tell the truth I feel that I have to negotiate the way I'll be perceived, I feel there's always the suspicion around the women's truth, the idea that you're exagerating."
Kathleen Hanna
/
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2.3.17
[Video] "The last lesbian bars" - intersectionality as a key factor for understanding why lesbian bars are disappearing
"San Francisco, New York, Washington DC, and New Orleans are four of the biggest gay party meccas in America, yet the cities' lesbian bars keep shutting down. Why are lesbian bars dying while gay male clubs continue to thrive? Is it because of rising rent prices, the stereotype of lesbians moving in after the first date, the rise of the trans rights movement, or something more complex? Broadly host JD Samson travels across America to find the answer."
https://broadly.vice.com/en_us/video/the-last-lesbian-bars
[ running time: 25 mins ]
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1.3.17
Verso lo sciopero dell' 8 marzo 2017
L' 8 Marzo 2017 uno sciopero femminista
e transfemminista coinvolgerà le lavoratrici e i lavoratori di 55 Paesi
nel mondo.
>> Per informazioni e modalità dello sciopero in Italia: https://nonunadimeno.wordpress.com/
>> Per approfondimenti in Inglese sulla piattaforma transnazionale: http://www.transnational-strike.info/
>> Per consultare la mappa di tutti i Paesi che aderiscono allo sciopero e di alcune delle città manifestanti: https://www.google.com/maps/d/viewer?ll=1.0670675927674085%2C0&z=2&mid=1AcjbqhlKK_aiB7EDwQn93zHZzBo
24.2.17
photos documenting the end of the Standing Rock protest
"After a Trump administration executive order, the Army Corps of
Engineers ordered protesters to vacate the camp by 2 p.m. local time on
Feb. 22, 2017. Authorities were set to physically remove everyone in the
way of the Dakota Access Pipeline's construction upon sacred Native
American land.
*
In a symbolic gesture, the protesters set fire to their camp.[...]"
http://www.upworthy.com/these-last-moments-of-the-standing-rock-protest-will-break-your-heart?c=ufb1*
3.12.16
In memoria del compagno Fidel
Dici davvero? Ci sono commemorazioni di Fidel Castro? Ho pure visto di
sfuggita un evento Facebook da qualche parte qui a Roma, a San Lorenzo.
Mi piacerebbe raccontarlo alle Cubane e ai Cubani che conobbi a Berlino
facendo i nostri side-job da immigrati, quelle Cubane e quei Cubani che
una volta uscit* non si poteva più rientrare a Cuba. Quell* che durante
le pause, quando chiedevo loro di parlarmi del regime castrista lo
raccontavano a voce bassa dopo essersi guardat* alle spalle e poi mi chiedevano scusa sgranando gli occhi con la paura nella voce e la schiena rigida..
Fidel Castro non verrà commemorato da quelle Cubane e da quei Cubani né dalle famiglie che non hanno più visto quest* figli* per dieci, venti, trent'anni, né dalle persone omosessuali perseguitate ed eliminate, né da tutte le altre persone perseguitate ed eliminate, né da me che queste storie le ho solo sentite raccontare.
§.
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Fidel Castro non verrà commemorato da quelle Cubane e da quei Cubani né dalle famiglie che non hanno più visto quest* figli* per dieci, venti, trent'anni, né dalle persone omosessuali perseguitate ed eliminate, né da tutte le altre persone perseguitate ed eliminate, né da me che queste storie le ho solo sentite raccontare.
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24.8.16
Italia, 24.08.2016
La
perseveranza con cui 60 milioni di persone insistono a voler vivere in
questa terra apparentemente così accogliente, ma che ci respinge
continuamente.
Anche
questa volta, quando avremo finito di contare i morti, denunceremo i
materiali di costruzione delle case distrutte e non ci interrogheremo
sulla sicurezza delle nostre e malediremo la corruzione del sistema
fallimentare radicato che regola il modo in cui per scelta, per bisogno,
per abitudine o contro la nostra volontà, noi e gli altri 60 milioni
occupiamo questa terra.
Una cosa alla volta comunque, oggi si contano i morti.
18.7.16
3.6.16
20.4.16
Genova, IT - Untitled
The photos in this session were taken on a 7-inch mobile phone.
No retouching.
Number 1,2,14 and 15 are still-frame pictures from "Lovely Andrea" by Hito Steyerl (2007)
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21.10.15
In Berlin 2011/2012, my fellow Ausländer. Photos rescued from a memory card forgotten inside a broken phone.
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| The new wave of xenophobia addressing us foreigners as the "fancy fuckers". Somewhere in the very north of Neukölln. |
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| Tatsumi |
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| the U1 on Skalitzer Straße, some early morning |
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| Jonatah in Kreuzberg |
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| OvO playing at the opening of Marie Antoinette |
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| OvO playing at the opening of Marie Antoinette |
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| Giuseppe in Neukölln |
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| Mary, Maria, Ainize |
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| Candice in Friedrichshain |
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| Alexanderplatz |
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| Doreen in Kreuzberg |
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| Candice on the roof of her house project in Friedrichshain |
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